Fidarsi di se stessi e dell’istinto

Fidarsi di se stessi, seguire l’istinto: sembrano consigli della nonna, ma in fondo sono validi proprio per questo. Perché la nonna ci vuole bene e non ci darebbe consigli sbagliati.

Quando le cose vanno male, cercare le forze dentro se stessi, tirare fuori le nostre risorse interiori è difficile, complicato, estenuante. Però, se si rimane in ascolto, se ci si fida di quella parte di istinto che ci dice buttati allora forse potremmo risalire la china.

#Fidarsi di se stessi, farsi le #domande giuste, #cambiare le cose: difficile, ma necessario. Condividi il Tweet

Fidarsi di se stessi

È più facile a dirsi che a farsi, non c’è dubbio: finché va tutto bene, la fiducia che abbiamo in noi stessi è incrollabile, o perlomeno è molto difficile che si arrivi a mettersi in discussione. Dopotutto, se le cose vanno nel verso giusto significa che stiamo seguendo la strada giusta, no?

È molto più difficile fidarsi di se stessi e del proprio istinto quando le cose vanno male. È molto più semplice e per certi versi anche più assolutorio dare la colpa alla propria incapacità, al proprio non essere all’altezza. Invece a volte non è questione di essere incapaci o non all’altezza; abbiamo sicuramente sbagliato qualcosa, e forse questo qualcosa non va ricercato nelle nostre competenze, ma in come comunichiamo, in come ci poniamo, nel nostro atteggiamento.

Qualche giorno fa leggevo sulla bacheca di un’amica un’interessante discussione sul fatto che molti si aspettano che i liberi professionisti siano sempre disponibili, sabato e domenica compresi. Un commento diceva una cosa assolutamente vera: siamo noi a dover porre dei paletti, a far presente ai nostri clienti che siamo disponibili solo negli orari d’ufficio, che lavorare il sabato e la domenica sono nostre scelte personali che possono comportare anche dei costi aggiuntivi, che la disponibilità al di fuori di determinati orari va pagata adeguatamente. Certo, capiterà sempre chi non capisce o a cui fa comodo far finta di non capire, e che tenterà di ottenere quello che vuole facendo leva sul nostro senso di colpa o sul bisogno che abbiamo di quel lavoro; però il problema nasce essenzialmente da noi.

Se ci facciamo le domande giuste, riusciamo a trovare una soluzione ai nostri problemi: se le persone danno per scontato che io sia sempre disponibile è perché forse finora mi sono sempre dimostrata disponibile a qualsiasi orario, e forse è anche ora di dare un giro di vite e mettere in chiaro le cose. Se un cliente dà per scontato che io applichi sempre una tariffa di favore, forse è perché l’ho fatto troppe volte senza chiarirlo abbastanza, ed è il caso che dica come stanno le cose senza giustificarmi; magari posso dire che il problema è sorto da un fraintendimento, trovare un modo di comunicare che non addossa la colpa solo a me ma nemmeno solo a chi ho davanti. Se un altro collega è stato scelto al posto mio per un particolare progetto, forse è perché ha competenze più specifiche rispetto a me, più esperienza nel campo e quello che posso fare, invece che abbattermi per una cosa del tutto normale quando si lavora in “concorrenza”, è cogliere l’occasione per migliorare e approfondire le mie competenze.

Abbattersi a volte significa anche questo: rimanere alla superficie delle cose, rivolgersi a qualcuno perché ci consoli, non riuscire a risolvere davvero e continuare a fare delle cose deleterie per noi. Vogliamo davvero tenere un cliente che dà per scontato di trovarci disponibili la domenica e magari alla solita tariffa? Non è forse meglio indirizzare le nostre energie sul trovare un cliente che sia rispettoso del nostro tempo libero e della nostra vita privata? Certo, l’urgenza succede a tutti, ma sarai molto più propensa a concederla a un cliente che ti rispetta più che a un cliente che pretende.

Fidarsi dell’istinto

Ma quali sono le domande giuste? Per trovarle bisogna prendersi del tempo, scavare a fondo, analizzare bene tutte le motivazioni che ci diamo per il nostro scarso successo o per quelli che consideriamo fallimenti. Solo dopo essersi guardati dentro di aver provato a darsi delle risposte si può cercare l’aiuto degli altri. Proprio per distinguere la consolazione e le pacche sulle spalle dall’aiuto vero, quello che ti fa davvero cambiare le cose e che ti permette di risolvere davvero i problemi.

Sono convinta che istintivamente sappiamo che cosa dobbiamo fare per migliorare le cose, ma il cambiamento è sempre complicato e difficile ed estenuante. Per questo tendiamo a trovare delle giustificazioni, a nasconderci dietro un dito, a continuare con i comportamenti sbagliati che ci mettono a disagio e che ci creano difficoltà.

Però il cambiamento molto spesso è necessario. Non bisogna avere paura.

Bisogna fidarsi di se stessi e del proprio istinto.

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Lettura, scrittura e traduzioni sono le passioni della mia vita. Dal 2015 lavoro come traduttrice freelancer per mettere le mie passioni al servizio della mia vita.

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