Conoscere i propri limiti

Conoscere i propri limiti è il primo passo per poterli superare con successo. I limiti sono un’arma a doppio taglio: rappresentano da una parte il confine della nostra comfort zone, dentro cui ci sentiamo protetti e a nostro agio, dall’altra possono diventare una sfida, un ostacolo da superare per allargare i confini entro i quali ci sentiamo al sicuro.

La settimana scorsa ti raccontavo della sindrome dell’impostore, di come affligga i traduttori e di come sia possibile trasformarla in qualcosa di positivo: la coscienza dei propri limiti è un aspetto fondamentale di questa trasformazione. Ed è un aspetto fondamentale anche della crescita come traduttori.

Verso i #limiti e oltre: un passo alla volta e il limite diventa una #sfida che si può vincere! Condividi il Tweet

I limiti e la comfort zone

I limiti, come dicevo, rappresentano il confine della nostra comfort zone, l’ambito in cui ci sentiamo più sicuri, più a nostro agio, vuoi perché abbiamo più fiducia nelle nostre capacità e nelle nostre competenze, vuoi perché ci piace di più, vuoi perché ci lavoriamo da anni, vuoi perché non rappresenta più una sfida che ci fa paura.

Al di fuori di questi confini, oltre i limiti della nostra zona di sicurezza, c’è qualcosa che non conosciamo, che può anche farci paura; per questo spesso ti può capitare di leggere articoli che ti spiegano come uscire da questa zona di sicurezza, come superare le paure, le incertezze e le insicurezze che sorgono quando si tenta di superare l’ostacolo.

Come ti dicevo la scorsa settimana riguardo alla sindrome dell’impostore, non sempre queste però sensazioni sono negative: credo che anche in questo caso possono essere sfruttate e trasformate in qualcosa di positivo, in uno sprone che ci aiuta a superare quel famoso confine.

A volte, superare l’ostacolo è necessario; a volte siamo obbligati a farlo perché qualcosa di esterno ce lo impone. A volte, semplicemente è una sfida con noi stessi e vogliamo vincerla. I limiti non sono lì solo per bloccarci e mantenerci fermi sul posto; spesso sono lì per essere spinti sempre più in avanti, allargando la zona in cui ci sentiamo sicuri, protetti, a nostro agio, perché è quando non siamo a nostro agio che tiriamo fuori tutte le nostre risorse, anche quelle che non pensiamo di avere.

I limiti, le sfide, i desideri

È importante essere coscienti dei propri limiti; non c’è nulla di più deleterio che ritenersi all’altezza di qualsiasi cosa. In questo senso, la sindrome dell’impostore ci aiuta: ci fa dubitare, ci fa mettere in discussione le nostre capacità, ci fa scovare i punti deboli. In definitiva, è il famoso bagno di umiltà che tutti prima o poi dobbiamo farci.

Sapere però quali sono i nostri limiti ci dà una marcia in più: partiamo avvantaggiati, perché sappiamo quali sono le cose su cui dobbiamo lavorare, e in qualche caso ci raccontano anche come possiamo lavorarci.

Ti racconto una cosa: io vorrei tanto riuscire a specializzarmi in un campo che amo molto. So anche però che le mie conoscenze in quel campo sono piuttosto scarse e che prima di affrontare la traduzione di quei testi devo ampliare le mie competenze, fare tanta pratica, leggere un sacco e studiare ancora di più. La mia ignoranza in questo caso è un limite (lascio decidere a te quanto grosso!), ma so anche di avere la possibilità di rimediare, e soprattutto so di avere abbastanza determinazione da poterci riuscire. Magari, alla fine, non mi specializzerò in questo campo, ma sono sicura che le conoscenze e le competenze che nel frattempo avrò interiorizzato continueranno ad essermi utili.

I limiti a volte devono diventare sfide, devono rappresentare scadenze spostate sempre più avanti, non devono impedirci di visualizzare l’obiettivo oltre l’ostacolo. I limiti a volte non sono altro che pause momentanee, che ci fanno paura, certo, che non sempre riusciremo a superare davvero, che purtroppo, in qualche caso, sono invalicabili. La sconfitta però non sta nel non riuscire a superare il limite; sta nel non averci provato abbastanza.

È questo che trovo di positivo nella sindrome dell’impostore: anche se a volte mi butta giù, anche se a volte mi fa pensare che non sono all’altezza di qualche cosa, mi spinge anche a riflettere, a riconoscere i miei limiti e a cercare di capire come aggirarli, se proprio non posso superarli saltando.

Quest’anno farò una cosa che mi farà uscire di chilometri dalla mia comfort zone. Sarà una cosa enorme per me, una cosa che butterà le basi per tutto quello che verrà dopo, e se ci penso mi tremano le gambe. Ma è proprio perché sono consapevole della sua enormità, della sua difficoltà, del sostegno che posso trovare nelle persone che mi aiuteranno in questa avventura, è proprio perché ho coscienza dei miei limiti che li vedo e so di poterli superare.

Un passo alla volta. Non serve altro.

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Lettura, scrittura e traduzioni sono le passioni della mia vita. Dal 2015 lavoro come traduttrice freelancer per mettere le mie passioni al servizio della mia vita.

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