“Claimed”, di Gertrude Barrows Bennett

Per la rubrica “Come tradurrei…” di questo mese ho scelto un romanzo di Gertrude Barrows Bennett, che pubblicò i suoi romanzi con lo pseudonimo Francis Stevens. L’estratto di oggi è tratto dalla prefazione di Claimed, romanzo del 1920 che Lovecraft definì come uno dei romanzi fantasy più strano e coinvolgente che si possa leggere.

Ecco quindi la mia proposta di traduzione.

La mia traduzione

Estratto dall’annotazione del 17 maggio, 19-, nel diario di bordo della Portsmouth Bell, mercantile britannico, Capitano Charles Jessamy, Mastro:


Le scorie e le ceneri a pelo d’acqua che ricoprono il mare con uno spessore quasi impenetrabile dai sei ai quindici pollici ostacolano fortemente il nostro viaggio. Non so valutare quanto dovremo navigare prima di uscire dalla zona colpita. Con il vento a favore e tutte le vele spiegate, dopo l’onda sismica del 14 maggio abbiamo raggiunto al massimo la velocità di tre nodi.

La chiesuola di babordo segna ancora due gradi e un quarto di differenza con la chiesuola di tribordo, e un grado e mezzo di differenza con quella nella mia cabina. Due bussole, o più probabilmente tutte e tre, sono state in qualche modo colpite dall’eruzione vulcanica sottomarina che ha provocato l’onda. Pesanti nuvole impediscono l’osservazione; secondo i calcoli con cui abbiamo determinato la nostra posizione, avremmo dovuto avvistare Corvo questa mattina. Il caldo è spaventoso; la temperatura arriva a 150 °F nelle parti più fresche della nave.

Finalmente ci siamo avvicinati all’isola a cui mi riferivo nell’ultima annotazione del 16, e ho deciso di scendere a riva, se possibile. Poco dopo i sei rintocchi della campana di bordo nel turno di guardia del pomeriggio, trovandoci allora, secondo i nostri calcoli, a 40 gradi N, 31 gradi 15 minuti O, abbiamo calato una scialuppa e, lasciando il signor Kersage al comando della nave, ci siamo diretti verso terra con considerevole difficoltà. Abbiamo scoperto che l’isola è circa cinque miglia di circonferenza e di forma irregolare, ovale. La formazione è una roccia scura color cioccolato, striata di un rosso metallico, come ho scoperto grattando via, in un punto, le scorie e le ceneri bagnate di cui è fittamente ricoperta.

Vicino al centro della roccia si sono formate delle creste, rettangolari e di altre forme, che ricordano vagamente le rovine di antichi edifici. Anche se, da una certa distanza, ho osservato che in parecchi casi la pioggia calda e intermittente aveva lavato via la cenere da queste creste, e che la roccia, così denudata, è dello stesso rosso metallico uniforme e acceso di cui è striata la formazione color cioccolato accanto alla costa.

Gertrude Barrows Bennett, sotto lo pseudonimo di Francis Stevens, 1920, traduzione di Alessia Simoni

Note sulla traduzione

Trattandosi di un mercantile britannico, ho mantenuto le misure espresse secondo il sistema imperiale per una questione di coerenza.

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Lettura, scrittura e traduzioni sono le passioni della mia vita. Dal 2015 lavoro come traduttrice freelancer per mettere le mie passioni al servizio della mia vita.

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