Comunicare la professionalità: riflessioni sparse

La comunicazione della professionalità è un aspetto che coinvolge non solo noi traduttori, ma chiunque debba gestire un’attività in proprio e far capire ai potenziali clienti il valore del lavoro e del tempo necessario per compierlo.

Ho riflettuto parecchio su questo aspetto negli ultimi tempi, un po’ per alcune cose che sono successe a me direttamente, e un po’ a partire da una discussione in un gruppo facebook a cui ho assistito ormai parecchi mesi fa. Mi sono chiesta che cosa si poteva fare per comunicare correttamente il lavoro del traduttore a chi aveva aperto quella discussione, e mi sono data alcune risposte che voglio condividere con te.

Ma andiamo con ordine: in che cosa è consistita questa discussione?

Antefatto: quanto mi costerebbe questa traduzione?

Come ti dicevo, diversi mesi fa ho assistito a una discussione in un gruppo su Facebook. Premetto che questo gruppo riguardava il risparmio, e raccoglieva alcune migliaia di membri, soprattutto donne, che si scambiavano consigli e suggerimenti sugli argomenti più disparati.

Un giorno, una signora apre una discussione: chiede nel suo post quanto potrebbe costarle una traduzione dal portoghese all’italiano di un libro in suo possesso di circa 600 pagine. Non dava altre informazioni sul testo.

Prima che io potessi rispondere facendo affidamento sul tariffometro di Simon Turner, ha risposto un’altra ragazza: diceva di aver chiesto a una sua amica traduttrice, che aveva calcolato una media di parole per pagina e dava come costo finale della traduzione € 1750.

Ho fatto notare alla ragazza che in realtà € 1750 erano anche pochi: a quel punto lei mi ha risposto che si era accorta solo dopo aver inviato il commento di aver dimenticato uno 0, ma vista la reazione della signora che aveva aperto la discussione aveva evitato di correggere.

La signora a cui serviva la traduzione, infatti, aveva lasciato un commento dal tono piuttosto sdegnato (iniziava con un “cosaaaa??” che la diceva lunga) in cui affermava di non voler assolutamente pagare una cifra del genere per la traduzione, soprattutto, e qui ricordo le testuali parole, “dato che ho già acquistato il libro e ho anche pagato le spese di spedizione”.

Che è un po’ come andare in una panetteria, chiedere 75 chili di pane e rifiutarsi di pagare la cifra richiesta dal fornaio perché a casa abbiamo l’acqua e la farina e in più ce lo porteremmo via da soli con la macchina.

E ti faccio notare che stiamo parlando di una cifra scritta per errore: il costo totale sarebbe stato in realtà più alto, ma la signora si era scandalizzata comunque.

A questo punto, tralasciando le considerazioni sulla logica strampalata della signora (che c’entra il costo del libro e della spedizione con il lavoro del traduttore?), e tenendo comunque conto che in effetti € 1750 per un privato possono rappresentare una spesa non indifferente, mi sono fatta alcune domande sulla percezione che la signora in questione aveva del lavoro del traduttore.

Diamoci delle risposte: che cosa ha pensato la signora?

Non abbiamo molte informazioni sul tipo di testo che la signora voleva far tradurre: diceva solo che era in portoghese e che era di circa 600 pagine. Una volta sentito il prezzo, poi, si è dileguata dicendo che si sarebbe “organizzata diversamente” – e sappiamo tutti benissimo che cosa significa quel diversamente: Google Translate o cose simili. Per cui non c’è modo di sapere qualcosa di più. È ragionevole comunque pensare che, se qualcuno acquista un libro in una lingua che non conosce e cerca poi di capire quanto può costare farlo tradurre, questo testo abbia una qualche utilità per la persona che lo ha acquistato. Magari serviva per la tesi a uno dei suoi figli, per fare il primo esempio che mi viene in mente.

Ho scartato l’ipotesi che potesse trattarsi di un romanzo per i motivi che ho appena esposto; possiamo quindi pensare che si trattasse di un saggio, anche se non possiamo stabilire di che tipo. Per quanto ne sappiamo, poteva essere qualcosa di molto fluido e scorrevole, che non necessitava di particolare documentazione da parte del traduttore, così come poteva essere un manuale di oncologia che invece richiede un traduttore specializzato.

La signora sicuramente non ha riflettuto su questo aspetto: la sua valutazione del testo si limitava al numero delle pagine, ma un traduttore non valuta solo la quantità delle parole o delle cartelle che deve tradurre, perché è facile immaginare che una guida turistica richieda competenze e abilità diverse da un saggio di psichiatria. Anche lo stile del testo originale viene valutato. Posso però capire che un non addetto ai lavori non tenga conto di questi aspetti; in fin dei conti, quando chiamo il tecnico perché si è rotta la mia lavatrice non sono io a valutare il danno e ciò che va fatto per ripararlo: mi fido di quello che dice il tecnico. Allo stesso modo, ci si dovrebbe fidare di un traduttore che ci dice che il testo per vari motivi è complesso e quindi richiede particolari competenze, che possono a loro volta influire sul costo finale.

Va poi considerata anche la

modalità di trasmissione del testo originale Continua a leggere

Cosa ho imparato preparando i miei corsi

Torno oggi sul blog per parlarti di una cosa che ho notato preparando i corsi di cui ti ho parlato nelle ultime settimane, ovvero Pillole di produttività, corso gratuito via email, e La Tecnica Pomodoro per blogger e traduttori, il mio corso a pagamento self-paced.

Scrivere i testi di questi corsi, infatti, mi ha aiutato a migliorare la mia produttività, perché da una parte mi hanno costretta a sistematizzare i metodi che io metto in atto da diverso tempo, e dall’altra il doverli spiegare a altre persone, e soprattutto il doverlo fare partendo dal presupposto che non sapessero di cosa stavo parlando, mi ha costretto a rivedere tutti i singoli passaggi e quindi a capire dove potevo sfoltire e dove potevo introdurre dei miglioramenti. Continua a leggere

Sono stata nominata: Liebster Awards

Praticamente un mese fa, Debora Serrentino, la foodie translator, mi ha nominata per i Liebster Awards!

Potrei fare la figa e dire che ci ho messo tanto a dare i miei perché volevo cercare blog a nominare a mia volta, ma siamo in periodo di Quaresima e non si dicono le bugie. Quindi ammetto semplicemente di essere in colpevole ritardo, mi cospargo il capo di cenere e spero di farmi perdonare con le mie nomination!

Che cos’è il Liebster Award?

Il LIEBSTER AWARD è un premio virtuale nato nel 2011 e riguarda il mondo dei blog. Viene conferito da blogger ad altri blogger considerati meritevoli per il lavoro svolto. Non si vincono soldi o cose del genere, bensì qualcosa di altrettanto prezioso: si guadagna e si offre visibilità in un clima di supporto reciproco ed espressione di stima.

Quindi voglio ringraziare dal profondo del cuore Debora (a cui devo anche il pezzettino citato) per questo attestato di stima! Vi invito assolutamente a visitare il suo blog, che è interessantissimo per chi ama l’enogastronomia e non solo!

E così quindi ora posso tirarmela con questa stupenda immagine:

Liebster Award: è mio!

Cosa si fa quando si vince?

Si ringrazia, ovviamente, chi ci ha nominato con un bel link al suo blog: quindi ribadisco grazie Debora! E poi bisogna:

  • rispondere alle domande che ci sono state rivolte;
  • nominare altrettanti blogger e porre le nostre domande;
  • comunicare ai nominati la lieta novella.

Le mie risposte

Debora ha posto domande davvero interessanti, su cui ho dovuto riflettere un po’. Ecco quindi il risultato!

C’è un settore che è la tua bestia nera, per cui non accetteresti mai un incarico?
Sinceramente non saprei. Sono una persona per sua natura curiosa, quindi mi interessa praticamente tutto e leggo qualsiasi cosa. Probabilmente farei un tentativo con ogni settore, per vedere quanto può interessarmi. Posso dire che al momento trovo molto noiosa la traduzione dei manuali di istruzioni, quindi se posso la evito.

Parlando di social media, se fossi obbligata a sceglierne uno solo quale sarebbe?
Facebook è quello che uso di più e quello su cui ho più seguito, per cui penso proprio che rimarrei lì. Anche perché ho legami con persone fantastiche, tra cui chi mi ha nominato e chi nominerò, e non credo riuscirei a mollarli tanto facilmente!

Tornando all’inizio della tua carriera, cosa non faresti più e cosa ti rende più orgogliosa?
L’inizio della mia carriera è stata una traduzione noiosa, complicata e… che non mi è mai stata pagata. Tornassi indietro oggi ci penserei tre volte e mi farei sicuramente più furba, cercando di tutelarmi.
Sono particolarmente orgogliosa della mia costanza nella pratica della traduzione. Credo che sia stato il fattore determinante nell’arrivare dove sono oggi (ancora agli inizi, ma un po’ più avanti!).

Dovendo pensare a un viaggio in un paese dove non sei mai stata, dove andresti?
L’Egitto. Vorrei tanto vedere la Valle dei Re. Ma anche l’India, sono innamorata persa del Taj Mahal.

Qual è la tua ricetta del cuore, quella che cucini quando vuoi fare bella figura?
Uhm, direi le lasagne della mamma e il salame di cioccolato, sempre della mamma. In realtà la mia mamma era una persona che adorava il cibo e mi ha sempre incoraggiato, mangiandosi i miei dolci anche quando uscivano schifezze inenarrabili. Per cui non avrei paura di sperimentare, so che lei apprezzerebbe.

Via alle nomination!

Senza bisogno di passare dal televoto, ho selezionato cinque nomi per me imperdibili:

  • Chiara Zanardelli: il suo blog è molto interessante e credo sia molto utile anche per chi non fa il traduttore, ma vuole avere qualche chiarimento sulla terminologia, per esempio. Seguitela anche su FB, condivide sempre cose interessanti!
  • Ultima pagina: per chi ama i libri è un sito fantasmagorico. È curato anche da una persona fantastica che si chiama Linda Rando e che però ha mollato il blog professionale, e che spero possa sbloccarsi presto perché quella ragazza è un vulcano! Linda, usa la nomination sul tuo blog personale, non mi offendo! 😀
  • Immersi nelle storie di Carlotta Borasio: mi piace come scrive, mi piace quello che scrive, mi piace cosa mi spinge a pensare quello che scrive. L’ultimo post per esempio ti spiega perché parlare male della tua concorrenza è più deleterio per te che per loro, e lo fa con un aneddoto personale che ci sta divinamente. La dimostrazione che possiamo trarre spunti per il blog da ciò che viviamo quotidianamente. Merita!
  • Andrea Malabaila: se ti piace scrivere, oltre che leggere, il suo blog, insieme a quello di Las Vegas Edizioni, è una fucina di idee, perché ti permette di riflettere anche su quello che sta dietro il lavoro di un editore e di uno scrittore.
  • A study in blue, di Alessandra Zengo: leggo sempre con molto piacere gli articoli e le newsletter di Alessandra, perché oltre a essere ben fatti danno anche un punto di vista diverso sul mondo della scrittura e dell’editoria, che come avrai capito è un mondo che mi affascina un sacco. Poi dalla sua pagina facebook tiro sempre fuori ottimi spunti di lettura, per cui altra nomination meritata!
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    Risorse per freelancer e non: miscellanea, blog e newsletter

    Ed eccoci quindi all’ultimo post della serie dedicata alle risorse utili a freelancer e non: oggi parliamo di risorse varie, e dei blog e delle newsletter che non puoi non seguire!

    Risorse varie ed eventuali

    Qui ho raccolto le risorse che non rientravano propriamente in una delle categorie precedenti. Come sempre, ti invito a lasciare le tue nei commenti!
    Come sempre, può darsi che alcuni link siano affiliati, cioè se li usi per iscriverti ai siti indicati io potrei averne un guadagno. Spero che non ti dispiaccia!

  • Canva: su questo sito puoi creare grafiche di qualsiasi genere, dalla copertina per la tua pagina Facebook al menu del tuo ristorante. È gratuito, con alcune funzioni a pagamento; puoi caricare le tue immagini e lavorarci sopra quanto desideri, aggiungendo elementi e testi. Il suo utilizzo è davvero intuitivo e semplice, ed è ottimo per chi vuole creare grafiche accattivanti senza dover far riferimento a costosi software.
  • Pixabay: questo è il sito che uso maggiormente per recuperare le immagini che uso per i miei post. Se ne trovano davvero di molto carine e di tutti i generi. Io solitamente mi tengo un’ora ogni tanto per spulciare il sito e trovare le immagini che fanno al caso mio. Una curiosità: diversi post che compariranno sul blog nelle prossime settimane sono stati ispirati da immagini del sito.
  • Grammarly: estensione per Google Chrome e per i programmi di scrittura, che ti permette di correggere gli errori del tuo testo in inglese e renderlo più scorrevole.
  • Dropbox: sicuramente conosci questo sito! Oltre ad avere uno spazio in cui salvare i file, io lo uso anche come mezzo di comunicazione rapido tra cellulare e computer. Può darsi infatti che io riceva un file mentre sono fuori casa o mentre il mio computer è spento; lo scarico sul cellulare (sempre se non è troppo pesante, soprattutto se sono fuori casa) e lo metto in Dropbox, in modo che, quando avrò accesso al computer, lo potrò ritrovare facilmente.
  • Zapier e IFTTT: se stai usando due risorse che non comunicano tra loro, e hai bisogno che lo facciano, questi due siti possono fare al caso tuo. Crei praticamente delle ricette per cui quando succede una cosa su un sito ne viene avviata un’altra sul secondo sito. Ci sono già molte ricette pronte, ma puoi anche creare la tua. I loro blog inoltre sono molto interessanti, perché segnalano spesso risorse che possono tornarti utili.
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    Risorse per freelancer e non: gestire tempo e finanze

    Ed eccoci, un po’ in ritardo (scusate!) con il secondo post della serie sulle risorse per freelancer, oggi dedicato alla gestione del tempo e delle finanze.
    Per un freelancer, gestire questi due aspetti è fondamentale: per fortuna, ci sono diversi strumenti on- e offline che ci aiutano a farlo. Te ne consiglio alcuni, e non dimenticare di lasciare un commento per indicare i tuoi preferiti!

    Piccola nota: possono esserci link affiliati, ovvero se ti iscrivi a uno dei siti indicati usando il mio link, io guadagno qualcosa, ad esempio un piccolo sconto o un mese della versione premium di quel sito. Spero che non ti dispiaccia!

    Gestione del tempo

    Non avere orari fissi da rispettare come quando si lavora da dipendenti può essere bello, ma bisogna sapersi organizzare bene e soprattutto porsi dei limiti: uno dei consigli più comuni che puoi trovare è quello di dari degli orari e rispettarli. Certo, non sempre è possibile, ma di base non puoi lavorare 20 ore al giorno. Se ti trovi a dover avere questi ritmi, c’è qualcosa che devi riconsiderare meglio.

    Ecco quindi alcuni strumenti che ti aiutano a gestire il tempo!

  • Il Metodo Pomodoro: te ne ho già parlato in un altro articolo, e ti rimando là per tutti i dettagli e anche per l’indicazione delle app che io uso per questo metodo. Come tutti i diversi metodi di organizzazione del lavoro e di produttività, va testato per vedere se è ciò che può rispondere alle esigenze tue e del lavoro che svolgi (per esempio, non è per nulla adatto se hai un negozio!). Per me è ottimo e soprattutto mi permette di sapere quante ore dedico a un lavoro, grazie alla suddivisione del tempo in blocchi da 25 minuti.
  • Toggl: si tratta di un timer che ti permette di calcolare quanto tempo dedichi a un determinato progetto. Ma in realtà è molto più di questo, è uno strumento collaborativo (puoi anche avere un team) per la gestione del lavoro su singoli progetti. Ci sono anche gli achievement! L’ho testato diverso tempo fa e poi l’ho lasciato perdere perché, usando il metodo pomodoro, non mi serviva un ulteriore timer: so che se ho dedicato 10 pomodoro a un progetto, vuol dire che ho lavorato 5 ore. Si tratta comunque di un ottimo strumento che ti consiglio quanto meno di provare.
  • RescueTime: se hai sempre voluto sapere come spendi il tempo che passi al pc (o al cellulare), questa è l’applicazione che fa per te! Scarichi un programmino sul tuo pc che rileva la tua attività e la classifica come (very) distracting – neutral – (very) productive. Va un po’ seguito all’inizio, nel senso che devi fare attenzione a come vengono classificati certi siti: per esempio, Facebook è normalmente tra i very distracting, ma se sei un social media manager il tempo che passi su Facebook per te è lavoro. Ogni settimana arriva un resoconto sul tuo “productivity pulse”. Molto interessante anche la possibilità di impostare obiettivi. Nella versione premium puoi ottenere il “focus time”, ovvero stabilite un certo lasso di tempo durante il quale i siti very distracting non sono raggiungibili.
  • Strict Workflow (grazie al consiglio di Chiara!): estensione per Chrome che si ripromette di costringervi a seguire i 25 minuti di lavoro seguiti dai 5 di break, bloccando i siti che vi distraggono. Ottima per chi usa il Metodo Pomodoro!
  • Trello: sistema online per la gestione dei progetti. Sembra buono, ma non mi ha mai entusiasmato, forse perché non lo trovo molto adatto al tipo di lavoro che svolgo. Sicuramente utile per i team che lavorano sullo stesso progetto per tenere traccia di cosa va fatto da chi!
  • Todoist: io amo le liste. Non è stato proprio un colpo di fulmine, è stata più una necessità, quando sia io che la mia compagna di stanza abbiamo dimenticato spazzola e pettine. Per un corso d’aggiornamento di tre giorni. Doversi pettinare con il caricabatterie del cellulare non è stato bello. E da lì ho capito che è meglio una lista in più. Todoist permette di fare diverse liste relative a diverse progetti, e si sincronizza con l’app per cellulare. Inoltre ogni mattina ti invia la lista di cose da fare, per cui se per caso quel giorno hai una scadenza da pagare non te ne puoi dimenticare. Consigliatissimo!
  • La cara, vecchia agenda cartacea: preferisco scrivere che digitare, e il cartaceo per me è insostituibile. Quest’anno ho scelto l’Insplagenda (versione Webbiz + Webbiz Organizer), pensata proprio per chi ha un business online. L’Insplagenda è un bellissimo progetto che va sostenuto, amato e lodato. Ti ho messo il link allo shop così puoi apprezzare (e magari acquistare); il mio consiglio è di iscriverti alla loro newsletter perché sono tipe tostissime e fighissime, e tesserarti perché anche se sei già a posto con l’agenda, loro ogni settimana mandano dei plugin stupendi che ti aiutano in tutti i settori della tua vita. Se poi hai un lavoro per cui ti appoggi molto a blog e social, hanno anche dei corsi specifici!
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