La playlist dell’anno: Energia!

Per il 2017 ho deciso di scegliere una parola dell’anno… e di accompagnarla anche a una playlist dell’anno!
L’idea mi è venuta grazie a questo post di Miss Trenchcoat: lei ha scelto una sola canzone per accompagnarla nel corso dell’anno, ma io ho pensato di creare proprio una playlist ispirata alla mia parola dell’anno, che per il 2017 è Energia.
Il motivo è che la musica mi aiuta sempre moltissimo, e volevo qualcosa che potesse accompagnarmi in qualche modo, anche quando sono fuori casa o in viaggio. Vado al lavoro a piedi, al mattino, e quindi ho circa 15 minuti in cui posso ascoltare la mia playlist. In più, come dicevo anche nella newsletter di gennaio, devo perdere circa 10 kg e una bella camminata di un’ora tutti i giorni fa bene anche allo spirito, oltre che al peso: ed ecco com’è nata la mia playlist.
Vediamo che canzoni contiene e perché! Continua a leggere

Come mi sono innamorata della traduzione

Lo confesso: io seguo un sacco di blog. Ricevo pacchi di newsletter che spesso nemmeno leggo; le sfoglio velocemente e se trovo quello che mi interessa approfondisco, altrimenti cestino. Più spesso, però, non cancello, perché metti mai che invece domani mi interessa…

Ma ci sono newsletter, blog e siti che seguo con particolare interesse. Uno di questi è quello di Gioia Gottini, che ho scoperto da poco ma che adoro già un sacco. Gioia ha proposto un minicorso gratuito, via email, per reinnamorarsi del proprio business: e uno dei piccoli esercizi da fare è proprio raccontare come ci si è innamorati, all’inizio. E quindi eccomi: ti racconto come mi sono innamorata di quella meravigliosa arte che è il tradurre. Continua a leggere

Perché sono più figa di Google Translate

Ci sono tantissime persone convinte che ormai una figura come la mia sia superata: perché rivolgersi a una traduttrice, quando puoi andare su Google e farti tradurre quello che ti serve al volo?

Be’, lascia che ti dica una cosa: il motivo fondamentale per cui è meglio rivolgersi a una figura come la mia è che si capisce subito se si ha davanti una traduzione automatica. Pensaci: quante volte hai cestinato un’e-mail perché l’italiano molto traballante ti ha convinto che era spam, se non proprio phishing? Quante volte hai letto la descrizione di un’applicazione da scaricare sul tuo cellulare e il testo era davvero poco comprensibile? Quanti siti hai abbandonato dopo aver capito che, pur essendo in italiano, le frasi erano così contorte che non sembrava italiano? Ti trovavi davanti a delle traduzioni automatiche, prese direttamente dal software, o da Google, e utilizzate così come il sistema le aveva create. Il più delle volte proprio per non pagare una figura come la mia. Continua a leggere

Conosciamoci: io e la traduzione letteraria

Non avevo idea che scrivere il primissimo post su un nuovo blog fosse così difficile. Ho cambiato così tanti inizi che facevano tanto “hello from the other side” che ho pensato di accantonare l’idea del post di presentazione e piazzare il video di Adele, tanto l’attacco era uguale.

Comunque presentiamoci: mi chiamo Alessia, per diversi anni ho tradotto storie amatoriali e materiali di varia natura per studenti, accumulando così un’esperienza che mi è servita quando, lo scorso anno, ho deciso di lanciarmi nel fantastico mondo del lavoro freelance, ottenendo le mie prime traduzioni letterarie.

Ho sempre subito un certo fascino da tutto ciò che riguarda i libri, sia che si trattasse del prodotto finale che tenevo tra le mani e che trovavo più o meno apprezzabile, sia che si trattasse di tutto il processo che mi aveva permesso di avere quel libro tra le mani, dall’idea iniziale dell’autore alla traduzione che mi permetteva di leggere, per esempio, Banana Yoshimoto.

Ebbene sì, i libri mi sono sempre piaciuti, e la loro traduzione mi ha colpita quasi subito, perché in realtà non si trasferisce semplicemente un testo da una lingua all’altra: si trasferisce un’intera cultura che attraverso quel testo si esprime, in qualche modo, e che può riguardare cose banali e cose fondamentali nello stesso tempo. Per questo la traduzione letteraria è il mio campo preferito, anche se ci sono svariati altri campi che offrono sfide diverse e altrettanto impegnative e stimolanti; perché nella traduzione letteraria spesso devi capire come interpretare, per fare il primo esempio a cui ho pensato, le diverse tradizioni che coinvolgono momenti fondamentali della vita, come la nascita e la morte; nella traduzione letteraria è più probabile trovare quei giochi linguistici che da una parte adoro, perché ragionare sulla lingua mi piace sempre moltissimo, e dall’altra mi fanno mettere le mani nei capelli, soprattutto se sono io a doverli tradurre – e qui la parola tradurre prende un significato molto più complesso.

In questo blog vorrei parlarvi delle sfide della traduzione che mi capita di dover affrontare, delle sfide come freelancer, di come lavoro e di come mi organizzo. Spero che questo sproloquio iniziale vi abbia dato un’idea di chi sono, cosa faccio e perché lo faccio.

E se per cominciare avete domande sulla traduzione che volete farmi, usate pure i commenti!

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