La soluzione non arriva? Allenati!

La soluzione non arriva? Allenati: gli effetti sul cervello potrebbero sorprenderti! Se stai riflettendo da una buona mezz’ora sulla traduzione migliore per una certa frase, e non riesci a trovare una soluzione soddisfacente, forse puoi prenderti una pausa e andare a farti una passeggiata. Una bella camminata infatti potrebbe aumentare la capacità di pensiero creativo fino al 50%, come puoi leggere in questo articolo.

Non si tratta solo di camminare; in realtà quello è solo un modo per impegnare il tempo che non dedichi al lavoro. Quello che è importante infatti è il prendersi il tempo necessario per staccare e pensare ad altro, perché il nostro cervello sta lavorando comunque e può trovare soluzioni nei momenti più strani. E a volte, anche meno opportuni: ti faccio due esempi tratti dalla mia esperienza diretta.

Nel tempo libero

All’inizio di luglio dovevo iniziare il mio lavoro sulla traduzione di un nuovo romanzo. Se mi segui da un po’, saprai che ho un lavoro part-time al mattino e che mi dedico alle traduzioni il pomeriggio; per questo, solitamente mi prendo una pausa di circa due ore tra uno e l’altro.

Ebbene, stavo giocando al cellulare, senza prestare particolare attenzione alla televisione, che era comunque accesa in sottofondo. Stavano trasmettendo Beautiful, e a un certo punto uno dei personaggi ha usato le parole “nuova e migliorata”. Non è stata una reazione volontaria, e sinceramente se dovessi spiegare che cosa è successo esattamente nel mio cervello, non saprei farlo. Ma subito, senza alzare gli occhi, sempre continuando con il mio gioco sul cellulare, ho detto quasi a voce alta: «new and improved!». È un’espressione che si trova spesso in inglese, che si usa per indicare un cambiamento in meglio. Ma la cosa strana è che io non stavo ragionando in inglese, che non stavo seguendo con attenzione il programma e che in realtà stavo facendo tutt’altro. Eppure il mio cervello ha fatto immediatamente quel collegamento.

È stata una cosa che mi ha stupito molto e che mi ha permesso di capire che, in realtà, anche quando non pensi di occuparti di lavoro lo stai facendo comunque. È ormai un’abitudine, e spesso lo fai in maniera del tutto inconscia e involontaria, ma magari nascono così le idee migliori.

È ora di staccare

Lo stesso giorno, ho iniziato la preparazione del primo capitolo del nuovo romanzo da tradurre, com’è mia abitudine; mentre leggevo, mi sono resa conto che nel giro di pochi paragrafi si ripeteva una sigla, PA, e dal contesto si capiva bene che si trattava di una segretaria. Il problema però era che non mi veniva proprio in mente a cosa potesse corrispondere quella sigla. E volevo assolutamente scoprirlo, anche perché la continua ripetizione mi spingeva a cercare dei sinonimi; anche se avevo capito che si trattava di una segretaria, non volevo continuare a usare questo termine. Visto che il testo originale mi offriva un’alternativa con quella sigla, volevo sfruttare l’occasione per evitare tutte quelle ripetizioni. Ci ho pensato su per un po’, ho anche cercato in Google e nel dizionario degli acronimi. Niente.

A questo punto ho deciso che forse ero un pochino stanca; avevo dormito poco, la mattinata al lavoro era stata piuttosto movimentata e io leggevo, tentavo la traduzione a voce alta e facevo ricerche su quel capitolo da quasi due ore.

Mi sono detta che forse mi serviva una pausa; ho fatto uno spuntino, mi sono rimessa al lavoro, ma quella sigla proprio continuava a sfuggirmi.

Alla fine, quando ormai erano quasi le sei di sera, ho deciso che era inutile insistere per quel giorno: l’indomani avrei finito di preparare le ultime pagine del capitolo e a mente fresca avrei riprovato a individuare la sigla.

Mi sono cambiata, ho messo le scarpe da ginnastica, ho bevuto due bicchieri d’acqua prima di uscire, ho aperto Runtastic e Spotify e sono partita per la mia camminata serale di un’ora.

Più o meno a metà del percorso, senza che pensassi al romanzo che stavo traducendo, anzi, mentre cantavo mentalmente la canzone di Bon Jovi che passava in quel momento, ecco la soluzione: PA è personal assistant. Una soluzione così semplice e così immediata che quasi mi vergognavo di averci messo tanto per arrivarci (e un po’ in effetti mi vergogno anche adesso raccontarlo!). La cosa era così comica che ci ho scritto pure uno status su Facebook.

Forse avevo solo bisogno di staccare, e il mio cervello, quando era impegnato in tutt’altro, ha trovato la soluzione. Un po’ come trovare qualcosa che hai cercato come una pazza per delle ore proprio quando hai deciso di smetterla di cercarla.

Per cui sì, camminare (o allenarsi in generale) fa bene alla traduzione e fa bene alla creatività, oltre che alla salute. Certo, magari quando saremo a dicembre e fuori saremo sottozero, e magari ci sarà pure la neve, forse non la penserò più esattamente così. Però quello che conta è che se cogli il segnale che forse è il momento di staccare, allora devi staccare. Il tuo lavoro ne gioverà, e la soluzione a quello che stavi cercando arriverà nel momento in cui meno te l’aspetti.

E quindi?

E quindi, siccome devo perdere ancora 8 chili, di sicuro continuerò a camminare, maledicendo il mio cervello che non trova le soluzioni quando mi servono e le trova invece quando cammino, quando sono sotto la doccia o quando sto per addormentarmi (e qui dimostra di essere proprio bastardo, perché se sto per addormentarmi è molto facile che quella soluzione la dimentichi). E tu che cosa fai quando hai bisogno di staccare?

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Lettura, scrittura e traduzioni sono le passioni della mia vita. Dal 2015 lavoro come traduttrice freelancer per mettere le mie passioni al servizio della mia vita.

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