L’importanza di rileggersi: per gli errori e per l’autostima

L’importanza di rileggersi a distanza di tempo spesso viene sottovalutata, ma basta veramente farlo anche una sola volta per rendersi conto di quanto sia utile e di quanto possa far bene.

La settimana scorsa ti ho parlato di come leggere una traduzione risalente al 1946 mi abbia fatto fare alcune riflessioni che spero possano presto tornarmi utili; quando ho annunciato quell’articolo sulla mia pagina facebook, un paio di colleghe mi hanno detto che rileggersi a loro fa paura, perché sono sicure di trovarsi di fronte a cose da mettersi le mani nei capelli.

Non te lo nascondo, è vero.

Se hai letto il mio articolo su Come mi sono innamorata della traduzione saprai che ho tradotto diverse storie amatoriali che poi pubblicavo su siti specifici. Spesso passava molto tempo tra il momento in cui avevo fatto la traduzione e quello in cui la rendevo pubblica; in più, per alcune di quelle traduzioni avevo utilizzato un software di dettatura con il microfono della webcam, e questo aveva portato ad alcune incomprensioni tra me e il software che erano risultate in frasi quasi incomprensibili. Siccome però non ricordavo che cosa avevo tradotto dettando e cosa no, prima di rendere pubbliche queste traduzioni le rileggevo confrontandole con l’originale per avere la certezza che il mio software non avesse capito fischi per fiaschi.

Mi sono ritrovata quindi a leggere mie traduzioni che risalgono a davvero tanto tempo fa, e mi sono trovata di fronte a due aspetti fondamentali: riconoscere gli errori che avevo fatto e che non dipendevano dal software ma dal fatto che io avevo capito male o avevo tradotto male, e rendermi conto di quanta strada avessi fatto nel frattempo. Certo, il fatto che siano passati anni implica anche che nel frattempo ho tradotto molte altre cose e ne ho lette molte altre, sia in italiano che in inglese; non cambia però il fatto che questa maggior esperienza mi permetta di riconoscere gli errori, correggerli, capire perché li avevo fatti e rendermi conto del perché adesso li posso riconoscere e a quei tempi no.

Ecco quindi perché secondo me ogni tanto è importante rileggersi.

Oggi sul #blog: rileggere le tue vecchie traduzioni per gli #errori e per l'#autostima Condividi il Tweet

L’importanza di rileggersi: capire dove hai sbagliato e perché

In alcune delle mie vecchie traduzioni, come ti ho appena detto, c’erano degli errori che non dipendevano dall’uso del software di dettatura. In questi casi era evidente che il software avesse capito benissimo quello che io avevo dettato, perché la frase aveva un senso compiuto, e che l’errore dipendeva invece da qualcosa che io non avevo capito: per esempio, l’errore poteva dipendere dalla poca familiarità con una particolare espressione o modo di dire. A volte c’era proprio un fraintendimento alla base, altre volte ancora non era propriamente un errore, ma era evidente che la struttura della frase in inglese aveva influenzato moltissimo la struttura della frase in italiano.

Che #errori ci sono nelle tue vecchie #traduzioni? E perché rileggerle? Condividi il Tweet

Una delle osservazioni che fu fatta a una traduzione di una storia amatoriale che avevo reso pubblica fu che una certa frase richiamava tantissimo l’inglese. Era vero: avevo tradotto quasi alla lettera, ma effettivamente non è un’espressione che in italiano si usa. Era un pessimo calco.

Un’altra osservazione che mi incuriosì parecchio fu quella di una ragazza, a cui poi chiesi di aiutarmi nella revisione delle mie traduzioni amatoriali, che mi disse che in una traduzione a quattro mani era molto evidente la differenza tra i capitoli tradotti da me e quelli tradotti dall’altra ragazza. Non era una critica, né un confronto volto a stabilire chi delle due era migliore dell’altra: sottolineava semplicemente il fatto che avessimo uno stile diverso e che questo stile diverso emergeva dalle nostre traduzioni al punto da renderle riconoscibili.

Alla luce di queste due osservazioni ho riletto alcune mie vecchie traduzioni, anche in vista del fatto che spero di tornare a renderle pubbliche: mi sono divertita a “farmi le pulci” da sola. Quello che ho capito è che ero troppo legata alla struttura inglese: l’idea di modificare una frase perché risultasse più naturale in italiano mi sembrava poco rispettosa nei confronti dell’autore, soprattutto quando ero agli inizi. A volte, purtroppo, l’italiano del testo ne risentiva, risultando quasi “rigido”. Ho anche capito che a volte ero troppo sicura di quello che avevo capito, senza minimamente prendere in considerazione l’idea che potesse esserci un significato nascosto. In realtà, anche le parole di uso più comune possono nascondere un modo di dire che dà loro un significato completamente diverso. Non parliamo poi di quegli errori di cui mi sono resa conto a distanza di tempo, mettendomi letteralmente le mani nei capelli e dandomi da sola della cretina per non averci pensato prima!

L’importanza di rileggersi: guardare la strada fatta con soddisfazione

Questa rilettura, fatta anche grazie a quelle due osservazioni, mi ha permesso nel tempo di affinare la mia tecnica e di notare degli errori che altrimenti mi sarebbero completamente usciti di mente. Rileggendomi a distanza di anni, mi sono anche resa conto però di una cosa fondamentale: quanto sono diversa adesso, e quanto quelle due osservazioni siano state in grado di farmi crescere.

Rileggere le tue #vecchie traduzioni e guardare con #soddisfazione la strada fatta: si può! Condividi il Tweet

Oggi non sono più così legata alla struttura inglese, cerco di essere sempre più fluida in italiano e non mi sognerei mai di rifare un’altra volta quel calco pessimo. A questo ha sicuramente contribuito la quantità di cose che ho tradotto nel frattempo e la quantità di cose che ho letto nel frattempo, perché la lettura mi ha permesso di incamerare, anche senza rendermene conto, il modo di lavorare e di rendere i testi degli altri traduttori e degli altri autori.

Oggi, prima di usare una frase, valuto tutti gli aspetti che mi possono venire in mente, arrivando anche a piccole esagerazioni come verificare se per caso quel verbo e quella preposizione insieme non siano un verbo frasale (spoiler: non lo era). Sono più scrupolosa, e questo non significa che io abbia meno fiducia nelle mie capacità; secondo me significa solo che sono diventata meno presuntuosa.

È bello guardare la strada fatta con la soddisfazione di rendersi conto di essere cresciuta: non sono più rigida e letterale come lo ero i primi tempi e cerco di evitare i calchi pessimi. Ma non credo che riuscirei a rendermi conto di tutto questo se non paragonarsi quello che faccio oggi con quello che ho fatto otto anni fa. E ogni tanto, una lucidata all’autostima fa sempre bene.

L’importanza di rileggersi: conclusioni

Per tutti questi motivi, ti consiglio, quando ne avrai il tempo e la voglia, di tirare fuori una delle tue vecchie traduzioni e provare a rileggerla. Non te lo nego, magari ti metterai le mani nei capelli e forse un paio di volte ti dirai “ma chi me l’ha fatto fare?”. Però poi, superata questa fase iniziale, comincerai a renderti conto di tante cose. E le cose belle supereranno quelle brutte.

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A proposito di errori… la settimana prossima parliamo di quanto è possibile imparare dai propri errori, e a volte anche da quelli degli altri.

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Lettura, scrittura e traduzioni sono le passioni della mia vita. Dal 2015 lavoro come traduttrice freelancer per mettere le mie passioni al servizio della mia vita.

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