Ascoltare per tradurre meglio

Ascoltare per tradurre meglio: sembra scontato, ma secondo me non lo è affatto.

Una delle cose che più ha rivoluzionato il mio metodo di lavoro è proprio l’ascoltare. Nell’articolo in cui ti ho raccontato come lavoro, ti ho detto anche che una parte del mio metodo consiste nel fare una traduzione “preliminare” a voce alta. All’inizio non facevo così; mi limitavo a scrivere la traduzione dopo averla “ascoltata” solo mentalmente. A metà del primo romanzo che ho tradotto, Come Cenerentola, ho deciso di provare a tradurre a voce alta, e il risultato mi è piaciuto così tanto che ho deciso di continuare a farlo. Continua a leggere

La favola del giovane povero: il potere delle parole

Il potere delle parole, e di riflesso il potere delle storie che attraverso le parole costruiamo e raccontiamo, è qualcosa su cui chiunque debba scrivere per lavoro dovrebbe riflettere. In realtà, se ci pensi, siamo invitati a riflettere sulle parole anche dalla saggezza popolare: basti pensare al detto c’è modo e modo di dire le cose. Ma che cosa significa a livello pratico il potere delle parole? Voglio condividere con te alcune riflessioni nate dalla lettura che sto facendo al momento.

La favola del giovane povero

“La favola del giovane povero” è il titolo del primo capitolo che Ceram nel suo libro Civiltà sepolte dedica a Heinrich Schliemann. I capitoli dedicati a questa straordinaria figura storica sono meravigliosi, e ti suggerisco di leggerli per diversi motivi: il primo, perché raccontano come si è arrivati a una delle scoperte archeologiche più importanti per la nostra civiltà; il secondo, perché raccontano la forza di un sogno e la volontà di realizzarlo; il terzo, perché se per lavoro hai a che fare con le parole e con le storie puoi trarne diverse riflessioni e diversi insegnamenti. Continua a leggere

Riflessioni sulla traduzione dei classici

Premessa: no, non ho mai tradotto un classico. No, non sono ancora all’altezza di Dickens o della Austen. Sì, spero un giorno di poterlo fare.
E allora perché ti parlo della traduzione dei classici, ti chiederai giustamente? Be’, lo scorso ottobre ho partecipato a un corso organizzato dalla Bottega di traduzione editoriale (corso molto interessante che consiglio, se la traduzione ti interessa!). Una delle lezioni di questo corso è consistita nell’analisi delle traduzioni dei partecipanti: ci sono stati inviati 4 diversi testi via email, noi li abbiamo tradotti e inviati alle organizzatrici, che li hanno analizzati e li hanno usati come base per l’ultima lezione, in cui si parlava appunto delle soluzioni più felici e di quelle meno riuscite delle nostre produzioni, e del perché le soluzioni erano buone o no. Continua a leggere